Falstaf. Alessi

1988

Dopo l’esperienza compiuta con la “Cintura di Orione” disegnata da Richard Sapper, l’industria Alessi sta preparando un’importante novità, con la quale intende entrare a fondo nel mercato del pentolame. Si tratta di una linea di pentole molto articolata, che sarà pronta nell’autunno del 1988. Essa inizierà con otto tipologie fondamentali (casseruole, tegami, padelle...) per estendersi dopo anche ad altre. Questa linea intende imporsi, nella storia del pentolame degli ultimi 30 anni, come prodotto di alta serie per il mercato medio e medio-alto internazionale, basandosi sull’autorità culturale del marchio Alessi, e sull’esperienza tecnologica ineguagliabile dell’industria Lagostina, che produrrà i corpi della pentole stesse (grandi catene automatizzate). Affidato ad Alessandro Mendini, il progetto è pensato per una vasta classe emergente: accanto alle garanzie offerte da un linguaggio normale e tranquillo adatto a una ricezione tradizionale del prodotto, non manca nella linea delle nuove pentole una fresca e giovane ipotesi di nuovo design, di ludica new wave in cucina. Una leggera trasgressione, centrata specialmente sulla forma a cono del coperchio, nonché sui manici (e maniglie e pomoli), si accompagna all’idea di affidabilità, funzionalità, durata, sicurezza, praticità.
Il progetto di design verrà integrato in un più generale progetto di promozione, di pubblicità e di packaging, anche attraverso un libro del cuoco Gualtiero Marchesi sulle ricette regionali italiane (Mondadori editore), che porterà lo stesso titolo della serie di pentole.
A rendere progettualmente più complesso e interessante il progetto, si é pensato di introdurvi un “gioco” progettuale, un poco surrealista e concettuale: l’idea è di concentrare particolare attenzione sul “pomolo” del coperchio delle pentole, che in effetti - nell’immagine delle stesse voluta da Mendini - risulta essere una specie di piccolissimo ma significativo monumento, posto sulla sommità di una liscia collina a cono, di un metafisico piazzale. Altri tre “pomoli d’autore” affiancheranno perciò il “pomolo/base” disegnato da Mendini: essi saranno, secondo la nostra ipotesi, dei “mini-monumenti”, ideati da…
Questo gioco adatto a qualificare il prodotto, ed a creare attorno ad esso un’attenzione colta, si inserisce sia nella politica del catalogo di Alessi (che si pone anche come museo di grandi architetti/designers), sia nel discorso sperimentale di Mendini (che spesso si basa sull’inaspettato eclettismo dovuto alla miscela di linguaggi diversi).